La storia di Noto

Noto,un mare di luce vi avvolgerà, nello splendore di una grande capitale dell'arte italiana.....

gaetano malandrino

ducezio@iol.it
STUDIO DESIGN: Via Pier Capponi 21
Architetto & free lance
FIRENZE - NOTO
Italia

La foto in B/N è gentilmente fornita da Unime.it

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Indice: quadro generale delle informazioni
La Noto Popolare:Il folklore: usi e costumi netini
La storia millenaria della città: vicende nei secoli
L'architettura: la magnificenza del barocco
i nostri servizi turistici: alloggi,guide e prodotti
Versioni in inglese e francese:
SAN CORRADO CONFALONIERI: La vita e le opere di un grande Santo
La cucina netina: un menù completo

Una breve storia di Noto

La 1^ Noto, anzi Neas, sorse come villaggio siculo nell'odierno sito di c.da Aguglia; a seguito delle guerre contro i Greci, Ducezio, re dei Siculi, preferì spostare l'insediamento in un luogo più sicuro:il monte Alveria.Abile nell'arte militare cinse la città di mura ciclopiche e si arrese solo quando la coalizione pansicula da lui presieduta iniziò a dare segni di discrepanze. Durante l'occupazione greca, Neaiton, così fu chiamata, mantenne sempre una certa autonomia, battè moneta e si abbellì di importanti costruzioni. Nel 214 a.c. durante la II^ Guerra Punica si consegnò al console Marcello, diventando città federata a Roma col nome latino: NETVM.

La prosperità continuò per tutto l'impero,come testimoniano i resti della Villa del Tellaro e altri ritrovamenti. Dopo il periodo di decadenza bizantina, con la conquista musulmana Nùts divenne nel 909 d.c. capovalle ed ebbe giurisdizione su un terzo dell'isola, governata da un califfo; fu centro ricco di moschee, palazzi e di una florida agricoltura: nespole,agrumi,pistacchio,riso,carrubbe,melanzane sono solo alcuni dei prodotti introdotti dagli arabi. Nel medioevo ( Noto fu l'ultima città ad essere conquistata dai Normanni nel 1091), sotto Normanni,Svevi,Angioini,Aragonesi, l'insediamento accrebbe le sue ricchezze ed i suoi territori; ebbe bellissime chiese e imponenti castelli.

Da Federico d'Aragona fu appellata "VRBIS INGEGNOSA" per la mole enorme di umanisti,artisti e scienziati che aveva proposto e che proporrà nei secoli a venire, quali: Bonasia,Aurispa,Pirri,Carnelivari,Manuella,Fazzello,Tamagnino ecc. e vide la presenza di alcuni tra i piu grandi artisti dell'epoca come Antonello da Messina , i Gagini e Francesco Laurana. Furono secoli di benessere anche durante il dominio spagnolo, tanto che la città era tra le prime del Regno di Sicilia, con numerose attività economiche quali la lavorazione delle pelli, dei tessuti, i cordai, ed una nutrita struttura imprenditoriale; tutto ciò fino al 1693......

I PERSONAGGI ILLUSTRI

Il tremuoto del 1693

11 Gennaio 1693 indica lo spartiacque principale nella storia di Noto; dopo quel giorno la città distrutta verrà ricostruita per ordine del Duca di Camastra sul colle Meti, dove sorgerà nel secolo a venire. Anche se sovente la terra si ridesta " e a guisa di mare ondeggia", come scrive fra Tortora, uno dei sopravvissuti al sisma del 1693, la città rinasce maestosa, quasi a voler ostentare nelle sue curve facciate l'idea del sommovimento tettonico.

Chiese e conventi riempiono l'intero centro storico e creano superbi scenari barocchi. L'impianto urbanistico innovativo e di un modernismo sconcertante ricrea in quetso lembo d'europa una novella Washington,Nancy,Nymphemburg, quasi che Noto già dialogasse con queste future capitali. l genio di artisti ed architetti: Gagliardi, Sinatra, Labisi, Carasi, Velasquez, Sozzi la abbelliscono, la rendono unica.

Nel 1820-21, sotto i Borboni, a seguito dei moti rivoluzionari ritorna Capovalle e vi rimane fino all'"Impresa dei Mille". Nel 1848 un altro successo inorgoglisce la città, dopo l'ennesimo tentativo Noto ottiene la Diocesi.

Grandi fermenti culturali attraversano la città, e grossi nomi caratterizzano la vita di quegli anni: Raeli, Coffa, Rudinì, Cassone, Lago, ma lento e inesorabile sarà il declino seguito alla perdita della provincia. E' solo nel Ventennio che la città, grazie a Podestà illuminati, riotterrà quello slancio turistico e culturale che la renderà la città del teatro e della lirica ( Il Littoriale); ma è un sogno effimero, verrà la guerra .... ed il resto della storia è troppo recente per essere raccontata con obbiettività!