Puт un uomo legare a se la storia di un popolo nei secoli? ......Si!
"E cu tuttulu cori ciamamulu evviva San Currau!!!" Con questo urlo che riempe il cuore e l'aria di Noto, durante le celebrazioni in suo onore, si può iniziare a raccontare la vicenda terrena di Corrado Confalonieri, nobile piacentino, terziario francescano, che cambiò; la storia di questa città per sempre. Corrado è; da sempre il nome più; diffuso nella zona, da sempre sinonimo della città al punto da fare pronunciare all'incaricato del re di Spagna che doveva risolvere la controversia sulla ricostruzione, dopo il sisma del 1693, la frase:- " Ubi Conradi ibi Noti ". Ed anche la tradizione che vuole ricordare come l'arca del Santo divenisse improvvisamente pesante nel momento in cui attraversava il pendio del "colle delli Meti", da far decidere lì la ricostruzione della cattedrale, tutto riconduce a lui, Corrado il Piacentino.
Tutte queste celebrazioni ed altre ancora appartengono alle cerimonie dell' Antica Noto, unendo con sentita partecipazione il senso del sacro con il profano. Come dicevamo all'inizio momento fondamentale nella storia dei Netini ( nome degli abitanti) , è senza dubbio la Festa e processione di S.Corrado , che si svolge il 19 Febbraio e l'ultima domenica di Agosto che ha poi delle repliche nelle due Ottave.
L' artistica Arca argentea viene portata a spalla da una apposita confraternita munita di stendardi e costumi; seguono i fedeli che sciolgono il loro voto nel " Viaggiu scausu" (viaggio scalzo). Al folklore appartengono i grandi ceri votivi detti " Cili" che affiancano l'Arca lungo la processione; questo è forse l'oggetto più peculiare della tradizione netina, se ne ignora persino la nascita.
NOVITA' : Potete finalmente inviare i soldi al Santuario, per il sostentamento dell'opera che i Frati Francescani stanno portando avanti. Vi inserisco il numero del C/C.N. 10600963 intestato a
SANTUARIO 96010- San Corrado F.M- Noto (SR), le offerte sono libere.
Immagini della festa 2006
Vota questo sito "Top 10" di PROFETA
San Corrado l'uomo di Piacenza
di Gaetano Malandrino
Nato nel 1290; morto tra il 1351 ed il 1354;il suo culto fu approvato con il titolo di Santo dal Papa Paolo III. Di nobile origine Corrado amò i divertimenti e la vita di corte. Un giorno su ordine di Corrado , i suoi servi appiccarono il fuoco al sottobosco per stanare una preda che il loro signore desiderava uccidere.
Il fuoco dei suoi servi divampò e ben presto investì l'intera zona e danneggiò; diverse case. Incapaci di gestire il fuoco, Corrado ed i servi tornarono a casa e non proferirono parola su ciт che era accaduto. Un pover'uomo che si trovava in quelle zone a fare legna, fu accusato ingiustamente di aver appiccato il fuoco e fu condannato a morte. La coscienza di Corrado era profondamente turbata , ed egli preso da profondo rimorso confessò di essere il responsabile del fuoco, al fine di salvare la vita del disgraziato.
I danni che dovette risarcire furono enormi, grandi infatti erano state le distruzioni apportate dall'incendio; Corrado e la sua sposa si impoverirono enormemente! Ma questa profonda trasformazione aveva arricchito la sua spiritualità. Sembrò ad entrambi che il buon Dio li avesse chiamati all'abbandono di quella vita, tutta dedita ai piaceri di quel rango tanto potente. La coppia vendette gli averi restanti e ne diede il ricavo ai poveri del posto e abbracciate le regole di Francesco e Chiara decisero di diventare religiosi. Corrado quindi divenuto terziario francescano si ritirò in eremitaggio. Da quel giorno la vita di Corrado cambiò, attratto dalla fede visse con grande austerità il resto della sua vita.
Egli vagò per tanto tempo in solitudine e si trasferì in varie località, finchè approdò nell isola di Malta, dove ancora esiste la grotta chiamata di San Corrado. Dall'isola di Malta ripreso il mare giunse al porto di Palazzolo e da qui a Noto Antica. Nel Capovalle arrivò; tra il 1331 e il 1335, per poi scegliere un posto isolato per la sua scelta vita eremitica. raccontati dai suoi contemporanei. fino a quando arrivo nel Val di Noto, dove passò trent'anni della propria vita. Gran parte della sua attività nel territorio netino fu trascorsa al servizio dei malati presso l'Ospedale di San Martino a Noto Antica ma poi vista la crescente fama di santità ed il continuo numero di visitatori decise di allontanarsi dalla città; passando gli anni restanti in eremitaggio insieme ad un altro monaco anacoreta oggi santo: Guglielmo Buccheri ( nobile netino)
Nella completa solitudine egli visse nella Grotta dei Pizzoni vicino Noto. Quì le sue preghiere rivolte a salvare gli uomini perduti, ad implorare grazie per i disastri, a soccorrere gli ammalati furono ascoltate da Dio ed a migliaia giungevano a lui,da tutto il Vallo. Numerosi sono i miracoli che a lui si ascrivono uno dei più importanti fu quello che vide per protagonista il Vescovo di Siracusa. Durante i suoi viaggi per la Diocesi, il prelato decise di fare visita all'eremitaggio ( siamo alla fine della vita terrena di Corrado), gli attendenti del Vescovo stavano preparando le provvigioni per il ritorno quando il Vescovo, sorridendo, chiese a Corrado se avesse avuto qualcosa da offrire ai suoi ospiti. Corrado replico che sarebbe andato a vedere nella sua cella; egli tornò portando due pani appena sfornati, che il prelato accettò come miracolo!
Corrado ricambiò la visita del vescovo, confessandolo, ed al ritorno lungo la strada egli fu circondato da uccelli cinguettanti che lo scortarono fino a Noto. Corrado morì mentre era in preghiera, il 19 Febbraio 1351, ed alla sua morte tutte le campane delle chiese netine per miracolo suonarono a festa. Fu seppellito nella chiesa normanna di San Nicolò, dove la sua tomba fu contesa tra le due popolazioni di Noto e di Avola. Quasi immediatamente fu avviato il processo canonico di beatificazione, che si concluse molto tempo dopo con il Breve di Papa Leone X (12 luglio 1515) , istituendone ufficialmente il culto, già presente da secoli. Fra le peculiarità da segnalare c'è; la festa del Santo in Agosto che celebra proprio l'arrivo della Breve Papaple e della prima processione avvenuta proprio in quella occasione. (Libro Verde del comune di Noto)
Nell'arte Corrado è rappresentato come un eremita francescano con ai piadi una croce, mentre la sua figura è circondata da uccelli. Talvolta il suo ritratto è riprodotto come un vecchio con la barba, piedi nudi, un bastone tra le mani ed un lungo mantello sulle spalle. Nei secoli le sue virtù taumaturgiche furono implorate ed invocate contro l'ernia.
Conrad of Piacenza, OFM Tert. (AC)
Born in 1290; died 1351 or 1354; cultus approved with the title of saint by Paul III. The nobly born Conrad loved hunting. One day on Conrad's orders, his beaters set light to the undergrowth to flush out the game that their master wished to kill. The fire spread to neighboring cornfields and even damaged several houses. Unable to control the fire, Conrad and his beaters quickly returned home and said nothing.
A poor man who had been collecting faggots nearby was unjustly accused of starting the fire and condemned to death. Conrad's conscience was stirred, and he confessed to being responsible for the fire, in order to save the poor man's life.
The compensation he had to pay for the damage caused by the fire was enormous. Conrad and his wife were virtually impoverished. But the experience had enriched him spiritually. It seemed to both of them that God was calling them to abandon a life devoted to selfish pleasures. The couple gave their remaining possessions to the poor. Saint Francis and Saint Clare had established orders for those who voluntarily embraced poverty; Conrad became a hermit under the rule of Saint Francis, and his wife joined the Poor Clares.
Nothing could keep away men and women attracted by the great austerity of the rest of Conrad's life. He withdrew more and more into solitude, finally spending thirty years in the valley of Noto in Sicily. He spent part of his time in the Hospital of Saint Martin, and the rest in the hermitage founded by William Bocherio, another noble who had become an anchorite.
Seeking still more solitude, he hid himself in the grotto of Pizzoni near Noto. Yet his prayers brought blessings to men, sometimes healing their diseases, and thousands flocked to him. When a famine struck, people came to him to beg for help. Through his prayers, relief was said to come at once.
Even the bishop of Syracuse travelled to seek his blessing towards the end of Conrad's life. It was reported that as the bishop's attendants were preparing to unpack provisions they had brought, the bishop asked Conrad smilingly whether he had anything to offer his guests. Conrad replied that he would go and look in his cell. He returned carrying newly made cakes, which the bishop accepted as a miracle.
Conrad returned the bishop's visit and made a general confession to him. As he arrived, he was surrounded by fluttering birds, who escorted him back to Noto.
He died still praying for others in the church of Saint Nicholas in Noto, where his tomb became the goal of many pilgrimages because of the miraculous cures that occurred there (Benedictines, Bentley, Encyclopedia, White).
In art, Conrad is a Franciscan hermit with a cross upon which birds perch. Sometimes he is portrayed as a bearded, old man with a tau staff, bare feet, Franciscan cincture, with small birds fluttering around him (Roeder), or with stags and animals about him (White). He is invoked against hernias (Encyclopedia, White).